• Home Restaurant

    HOME  >>  Home Restaurant

    CHI SIAMO

    “Nella vita ho fatto mille cose, adesso, per la prima volta, voglio fare qualcosa che mi piace da morire”.

    Questa era la frase che, da un po di tempo, continuavo a ripetermi, finché, un giorno, un’amica mi chiama e mi dice: hai sentito questa novità degli Home Restaurant ?  sono il fenomeno sociale del momento… tu hai una bella casa, hai il culto dell’ospitalità, cucini benissimo… perché non lo fai pure tu ?

    Io non amo molto chiacchierare al telefono, ma quella conversazione durò quasi tutta la mattinata.

    Dopo un paio di nottate insonni, pensai al mio SAPORI DI GIRGENTI (uno dei nomi che Agrigento ha avuto nei secoli), non come un semplice luogo ove mangiare o una serie di menu su carta, ma come una vera e propria esperienza emozionale e culturale, grazie alla quale conoscere i mille sapori degli antichi piatti agrigentini, da me, riscoperti e riproposti in esclusivi convivi, per offrire ai miei ospiti la passione di pregnanti profumi, ora aspri e ora deliziosi, della più originale cucina sicula: i cavateddri freschi con salsa di pomodoro, melanzane, ricotta salata e basilico o i maccheroni con sarde e mollica, il tripudio barocco del brusciuluni, le sarde sul canale, u purpu a stricasali, frittate, arancine, il pane fritto, i babbaluci, le frattaglie, i cannoli e sua maestà la cassata.

    Una elegante writer del prestigioso “Il Cucchiaio d’Argento” ha scritto di noi: “Il pesce azzurro, sublimato da sfrigolanti interpretazioni o elaborato secondo i sacri crismi agrodolci della fantasia ingegnosa della cucina popolare della cipollata o del beccafico, gli ortaggi di stagione declinati con essenzialità o con la sontuosa eloquenza della Caponata, per arrivare ai vertici delle Arancine dal cuore di sfilacci di brasato. Tutto condito con l’attenzione, infusa di affettuosità, dei padroni di casa

    I miei pranzi e le mie cene sono caratterizzati dalla costante ricerca di ricette originali (ai fornelli, al forno o sul barbecue), dalla scelta, spasmodica, degli ingredienti più genuini, dalla cura più attenta per le mise en place.

    Le nonne e le vecchie zie sono le mie più importanti fonti di informazione, di notizie e di aneddoti, riguardanti l’affascinante mondo della cucina casalinga di altri tempi.

    A casa mia si delizia il palato, pertanto, porto sempre sulla tavola solo gli ortaggi, gli agrumi ed i legumi locali più buoni, le paste fresche, fatte come una volta, la gustosa carne dei Monti Sicani, delle Madonie o dei Nebrodi, l’eccellente pesce del Mediterraneo, la migliore pasticceria tipica, i vini più selezionati e le grappe siciliane, i rosoli o le granite preparate in casa.

    Sia in occasione dei corsi che organizzo, che durante le cene che preparo, i miei ospiti amano. sempre. farsi raccontare la cucina agrigentina, quasi come se i miei piatti fossero le novelle di Pirandello, le opere di Tomasi di Lampedusa o di Sciascia, o i romanzi di Camilleri; ed io adoro esaltarne le antiche gestualità, i romanticismi e le eleganze, le modernità e le tradizioni culturali, che in essa convivono.

    Quasi sempre, quando, durante le cene a casa mia,  ci si siede tutti assieme alla stessa tavola, non ci si conosce ancora, ma, alla fine, ci si alza, regolarmente, da nuovi amici.
    Gli anglosassoni lo chiamano social-eating (socializzare mangiando), io provo a tradurlo nei tanti, straordinari, gusti dei piatti tipici di questo affascinante angolo di Sicilia.

    Quella Sicilia che, da sempre, evoca, nel viaggiatore di ogni tempo, il fascino della sua storia millenaria, della sua cultura, dei suoi innumerevoli monumenti, sontuosi, sparsi qua e la per l’Isola, ad attestare le tante dominazioni che, nei secoli. hanno creato lo spirito più profondo di questi luoghi straordinari.

    In essa, Girgenti (l’antica Akragas della Valle dei Templi e l’attuale Agrigento) è una delle perle più preziose.

    A casa mia l’accoglienza è una tradizione antica, che dura nel tempo.

    Ci piacerebbe potervi avere alla nostra tavola… pensateci….. Vi aspettiamo